E’ anche un documento di cinque pagine che tratteggia il peggiore scenario per il Regno Unito in caso di Brexit senza accordo.

Il termine Brexit deriva dalla crasi fra le parole Britain ed Exit. Con questo termine nel linguaggio comune si intende il processo di uscita del Regno Unito (ovvero delle sue home nations: Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord) dall’Unione Europea.
La volontà di uscire dall’UE è stata espressa dai cittadini del Regno Unito in occasione del referendum del 23 Giugno 2016.
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E’ anche un documento di cinque pagine che tratteggia il peggiore scenario per il Regno Unito in caso di Brexit senza accordo.
La furia di Brexit potrebbe cancellare le conquiste secolari della Premier League con la conseguenza di alimentare il risentimento verso questa “scellerata” decisione.
La nuova moderna democrazia che si avvia al terzo decennio del nuovo millennio ci presenta i diritti “dei più uguali agli uguali”, una stirpe di patrioti maleodoranti che aspirano ad essere la tesi del popolo. Non sono apertamente Fascisti oppure Stalinisti, non sono fautori della monarchia come Maurras alla fine dell’Ottocento, ma sono dei mostri sacri della distorsione democratica.
Boris Johnson deve tenere a mente le parole di Vladimiro Lenin, “Chi non sta da una parte o dall’altra della barricata, è la barricata.” Oppure quelle di Shakespeare: “UE o USA? Questo è il dilemma.” A pochi giorni dalla Brexit, il caso di una nave sonda il terreno per la politica estera futura di Londra.
E fu così che arrivò Boris. Un nome dal sapore sovietico di stirpe ucraina derivante da San Borio, principe di Kiev il cui onomastico si festeggia il 10 dicembre. Il Santo è il patrono della chiesa russa insieme a San Gleb.